10/04/10

Repubblica — 09 aprile 2010 pagina 2 - PALERMO

Il primo ciak per la nuova Cine Sicilia nel Cda entra il fratello di Tornatore

C' E' anche la creazione di un albo regionale per reclutare le comparse, nelle intenzioni di Cinesicilia, la nuova "fabbrica" del cinema siciliano. La scommessa sui set, che ha per protagonista la Regione imprenditrice, da ieri compie i suoi passi con un nuovo cda, nominato dall' assessore al Turismo Nino Strano. A guidare la società partecipata al cento per cento dalla Regione, che si occupa di promozione e realizzazione di attività cinematografiche, audiovisive e dello spettacoloè Davide Rampello, il presidente della triennale di Venezia. Il suo nome è stato indicato direttamente da Gianfranco Miccichè, che due mesi fa pur di avere Rampello al vertice della spa nata con i fondi convogliati dal sottosegretario al Cipe, era entrato in rotta di collisione con Raffaele Lombardo, che aveva prenotato il posto invece per un suo sodale, Antonio Fiumefreddo, presidente del teatro Massimo Bellini di Catania. Si tratta di un ritorno in Sicilia, per Rampello, che è stato al Comune di Palermo direttore artistico di Kals' Art e del festino di S. Rosalia. Affiancano Rampello altri due nomi di spicco: Fabio Granata, già assessore regionale a Turismo e Cultura, e Francesco Tornatore, titolare della casa di produzione Sciarlò, e fratello del regista Giuseppe Tornatore: Cinesicilia è stato, tra l' altro, coproduttore di Baarìa, con 4 milioni di euro. «Sto lavorando a un progetto forte per valorizzare al massimo le risorse di questa società. Trovo che possa essere una grandissima opportunità per la Sicilia, dal punto di vista dell' occupazione e della immagine», dichiara Rampello, che si appoggerà anche a uno staff di collaboratori «di primo piano» da lui scelti e sarà in Sicilia tra un paio di settimane, per le prime ricognizioni sullo stato economico e patrimoniale della società. Anche Fabio Granata è convinto che il progetto abbia tutte le garanzie per far spiccare il volo al cinema in Sicilia. «Cinesicilia esiste per l' intuizione di Miccicchè. I primi fondi del Cipe, 47 milioni, sono arrivati per merito suo - dice Granata - Siamo ai primi passi. C' è una attività pregressa consolidata, è in corso un bando specifico per le produzioni cinematografiche di oltre 40 milioni di euro. Ma la grande scommessa adesso è utilizzare i nuovi fondi comunitari». La strategiaè di creare un coordinamento unico con la Film commission dei Beni culturali, l' altro braccio operativo, che svolge un ruolo che si interseca per la scelta di produzioni e location. «Siamo convinti che l' industria del cinema in Sicilia possa diventare un' occasione altamente produttiva - aggiunge Granata - A Torino più di 10 mila persone lavorano nel settore». C' è l' idea di creare degli albi per la selezione delle comparse e di altre figure «per spezzare - dice Granata - l' egemonia di pochi soggetti in un settore gestito in modo anarchico». «Cinesicilia è una scommessa della Regione siciliana - spiega Strano - fortemente sostenuta dal presidente Lombardo. Le produzioni, inoltre, saranno quasi costrette ad utilizzare maestranze siciliane». «Cinesicilia - ha aggiunto l' assessore ai Beni culturali Gaetano Armao - è la risposta che i molti addetti ai lavori aspettavano».

di ANTONELLA ROMANO

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