23/04/10

Repubblica — 20 aprile 2010 pagina 3 sezione: PALERMO

SOSPESI i finanziamenti della Film commission Sicilia per tutti i 57 tra film e documentari a trama siciliana che erano stati selezionati a dicembre dalla Regione. La macchina del cinema si ferma per il ricorso presentato da una impresa esclusa. Il Tar Sicilia ha accolto infatti la richiesta di sospensiva presentata dalla Sitcom televisioni srl, società televisiva romana del gruppo Sitcom, ritenendo infondata la sua mancata ammissione alla fascia "A" dei contributi, i più alti, la graduatoria per i progetti che hanno ricevuto 200 mila euro. L' erogazione dei contributi, in tutto 5 milioni di euro assegnati dal decreto assessoriale del 4 dicembre 2009, per produzioni che dovrebbero vedere la luce nel 2010, sono stati così sospesi dal Tar per tutte le cinque fasce dei richiedenti. Sono stati 337 in tutto i progetti arrivati col bando della Regione, audiovisivi, cartoon, documentari e cortometraggi. Di questi, con motivazioni diverse, ne sono stati esclusi 280. La Sitcom televisioni, che utilizza i canali Alice, Leonardo, Marcopolo e Nuvolari, non è stata ammessa perché «la società è costituita da meno di un anno» e per la tardiva esibizione di un documento. Il progetto rimasto fuori, ma che potrebbe adesso essere riammesso, si chiama «L' isola del tempo», programma di approfondimento sulla Sicilia, condotto da Alessandro Cecchi Paone. L' avvocatura dello Stato non ha voluto fare appello alla sentenza, ritenendo la violazione del bando formale e non sostanziale. La Film commission allora ha chiesto all' Avvocatura dello Stato di presentare appello per liberare i finanziamenti delle altre quattro graduatorie. «Non avevano prodotto in sede di candidatura un certificato che poi è stato presentato. E per questo non sono stati presi in considerazione ma adesso aspettiamo il giudizio di merito del Tar - spiega il dirigente generale dei Beni culturali Gesualdo Campo, che segue la vertenza anche se la pratica adesso è di competenza del Turismo - Intanto abbiamo chiesto all' Avvocatura un appello in subordine, per non tenere bloccate tuttee5 le graduatorie. Il loro ricorso ha sospeso l' efficacia di tutto il decreto».

ANTONELLA ROMANO

10/04/10

Repubblica — 09 aprile 2010 pagina 2 - PALERMO

Il primo ciak per la nuova Cine Sicilia nel Cda entra il fratello di Tornatore

C' E' anche la creazione di un albo regionale per reclutare le comparse, nelle intenzioni di Cinesicilia, la nuova "fabbrica" del cinema siciliano. La scommessa sui set, che ha per protagonista la Regione imprenditrice, da ieri compie i suoi passi con un nuovo cda, nominato dall' assessore al Turismo Nino Strano. A guidare la società partecipata al cento per cento dalla Regione, che si occupa di promozione e realizzazione di attività cinematografiche, audiovisive e dello spettacoloè Davide Rampello, il presidente della triennale di Venezia. Il suo nome è stato indicato direttamente da Gianfranco Miccichè, che due mesi fa pur di avere Rampello al vertice della spa nata con i fondi convogliati dal sottosegretario al Cipe, era entrato in rotta di collisione con Raffaele Lombardo, che aveva prenotato il posto invece per un suo sodale, Antonio Fiumefreddo, presidente del teatro Massimo Bellini di Catania. Si tratta di un ritorno in Sicilia, per Rampello, che è stato al Comune di Palermo direttore artistico di Kals' Art e del festino di S. Rosalia. Affiancano Rampello altri due nomi di spicco: Fabio Granata, già assessore regionale a Turismo e Cultura, e Francesco Tornatore, titolare della casa di produzione Sciarlò, e fratello del regista Giuseppe Tornatore: Cinesicilia è stato, tra l' altro, coproduttore di Baarìa, con 4 milioni di euro. «Sto lavorando a un progetto forte per valorizzare al massimo le risorse di questa società. Trovo che possa essere una grandissima opportunità per la Sicilia, dal punto di vista dell' occupazione e della immagine», dichiara Rampello, che si appoggerà anche a uno staff di collaboratori «di primo piano» da lui scelti e sarà in Sicilia tra un paio di settimane, per le prime ricognizioni sullo stato economico e patrimoniale della società. Anche Fabio Granata è convinto che il progetto abbia tutte le garanzie per far spiccare il volo al cinema in Sicilia. «Cinesicilia esiste per l' intuizione di Miccicchè. I primi fondi del Cipe, 47 milioni, sono arrivati per merito suo - dice Granata - Siamo ai primi passi. C' è una attività pregressa consolidata, è in corso un bando specifico per le produzioni cinematografiche di oltre 40 milioni di euro. Ma la grande scommessa adesso è utilizzare i nuovi fondi comunitari». La strategiaè di creare un coordinamento unico con la Film commission dei Beni culturali, l' altro braccio operativo, che svolge un ruolo che si interseca per la scelta di produzioni e location. «Siamo convinti che l' industria del cinema in Sicilia possa diventare un' occasione altamente produttiva - aggiunge Granata - A Torino più di 10 mila persone lavorano nel settore». C' è l' idea di creare degli albi per la selezione delle comparse e di altre figure «per spezzare - dice Granata - l' egemonia di pochi soggetti in un settore gestito in modo anarchico». «Cinesicilia è una scommessa della Regione siciliana - spiega Strano - fortemente sostenuta dal presidente Lombardo. Le produzioni, inoltre, saranno quasi costrette ad utilizzare maestranze siciliane». «Cinesicilia - ha aggiunto l' assessore ai Beni culturali Gaetano Armao - è la risposta che i molti addetti ai lavori aspettavano».

di ANTONELLA ROMANO